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18 giugno 2021

Ecco come il cervello elabora le emozioni


Ecco come il cervello elabora le emozioni

Ecco come il cervello elabora le emozioni

Benché ciò che si sente sia personale e soggettivo, il cervello umano – secondo quanto risulta da un nuovo studio pubblicato online in Nature Neuroscience – trasforma i feelings in un codice standard che rappresenta le emozioni.

Adam Anderson, il neuro scienziato che ha condotto lo studio ha detto: “Abbiamo scoperto che degli schemi dettagliati di attività cerebrale all’interno della corteccia orbito-frontale, area del cervella connessa con l’elaborazione delle emozioni, agiscono come un codice nervoso che cattura il sentire soggettivo della persona.”

La scoperta fornisce comprensioni su come il cervello rappresenta le nostre più intime sensazioni – quella che Anderson chiama l’ultima frontiera della neuroscienza – e sovverte la vecchia credenza che l’emozione è rappresentata nel cervello per semplice attivazione on regioni specializzate per sensazioni positive o negative. Anderson ha spiegato: “ Se tu ed io proviamo lo stesso tipo di piacere dal centellinare dell’ottimo vino o dal guardare il tramonto, secondo la nostra scoperta, ciò deriva dal fatto che nella nostra corteccia orbito frontale accade lo stesso schema di fine attività. Sembra che il cervello umano generi un codice speciale per l’intera gamma di sensazioni da piacevole a spiacevole e da buone a cattive, che può essere letta come “un metro di valenza neurale” nel quale la tendenza di una popolazione di neuroni in una direzione corrisponde al sentire positivo e la tendenza nella direzione opposta corrisponde al sentire negativo.”

Per la realizzazione dello studio i ricercatori hanno presentato ai partecipanti una serie di fotografie e di sapori mentre venivano eseguiti esami di neuroimaging funzionale e hanno poi analizzato l’apprezzamento soggettivo delle esperienze confrontato con l’attivazione degli schemi cerebrali.
Il team di neuro scienziati guidati da Anderson ha scoperto che la valenza era rappresentata come uno schema sensoriale specifico (o codice) in aree del cervello associate con la visione e il sapore, o anche come codice non sensoriale nella corteccia orbito frontale (OFC), a suggerire che la rappresentazione della nostra esperienza soggettiva interiore non è confinata a centri emozionali specializzati, ma può essere essenziali per la percezione dell’esperienza sensoriale.

Hanno anche scoperto che questi feeling soggettivi – sia evocati dalla vista che dal gusto – portano a uno schema di attività simile nella corteccia orbito frontale (OFC), a suggerire che il cervello contenga un codice emozionale comune per una distinta gamma di esperienze piacevoli o no.
Anderson conclude dicendo: “ Non importa quanto personale sia il nostro sentire, risulta evidente che il cervello di ognuno usi un codice standard per esprimere lo stesso linguaggio emozionale.” (Science Daily July)

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