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17 maggio 2018

Laboratorio di teatro: “La psicofisica del personaggio” (27 aprile – 31 maggio 2018) al DAMS di Bologna

Con grande soddisfazione e gioia annuncio un’attività in corso:  Interessante laboratorio sperimentale su “La psicofisica del personaggio” con un gruppo  di circa 20 ragazzi iscritti al Dams di Bologna al corso di teatro.

Si tratta di Lezioni esperienziali di teatro e Qi Gong a cura di Francesca Eusebi (istruttrice qualificata di Qi Gong TaoynItalia)  e Nanni Garella (regista teatrale)

                                                                             

Il lavoro avrà come oggetto teatrale il proemio ai  Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, e la preparazione attraverso la Pratica dei 6 mantra di Ma Li Tang “Yang Qi Gong” e la pratica de “Il gioco dei 5 animali” Wu Qin Xi Qi Gong nella versione di Hua Tuo  e  si svilupperà in 10 incontri di lavoro nell’arco di  5 settimane.

Gli OBIETTIVI:

La pratica di Qi Gong sarà una preparazione di riequilibrio fisico della postura della respirazione dell’armonizzazione del movimento e  di sviluppo della capacità di concentrazione Intenderà fornire strumenti, pratici e teorici, che possano aiutare lo studente/attore a migliorare la propria performance, ad avere una maggiore consapevolezza della propria mente, lavorando sulla concentrazione, sulla capacità di visualizzazione e sull’emotività del corpo fisico, con l’obiettivo di renderlo tonico e al tempo stesso agile e rilassato, migliorandone la relativa propriocezione, la qualità dei movimenti e del corpo energetico, allenando la capacità di percepirlo ed equilibrarlo. Le due pratiche proposte lavorano sul livello dinamico del corpo delle sue articolazioni fino alle 5 emozioni (rabbia, paura, preoccupazione, gioia, tristezza) secondo la Medicina Tradizionale Cinese. L’esercizio attraverso i movimenti porterà armonia e chiarezza a livello emotivo affinchè il lavoro  possa esprimere al meglio ciascun personaggio. Questi stessi strumenti infatti saranno poi evoluti, per essere trasformati in azione scenica.

Il lavoro sulla recitazione, diretto da Nanni Garella, seguirà l’approccio psicofisico del Qi Gong e approfondirà la comprensione del testo e lo studio del personaggio.

Il lavoro teatrale prende sempre le mosse dalla analisi drammaturgica e dalla costruzione del personaggio: un lavoro paziente di studio, di letture e poi di improvvisazioni sul testo o su temi che non prevedono necessariamente l’utilizzo del racconto del testo; gli attori devono essere personaggi ancor prima di conoscerne le parole e i gesti, pronti a vivere le situazioni che il testo propone senza conoscerle a memoria. La costruzione del personaggio non avviene attraverso un apprendimento mnemonico delle parole del testo, ma attraverso un apprendimento psico-fisico delle situazioni del testo. Questo metodo sarà il punto di forza del nostro lavoro sulla immedesimazione e sulla costruzione del personaggio. Quando avremo scoperto che recitare le parole del testo non è un atto mnemonico ma un gesto di tutto il corpo, dettato da emozioni profonde, dal recupero di pezzi di vita vissuta, avremo trovato un elemento essenziale dell’arte dell’attore: essere se stesso in un altro, ritrovare i propri ricordi, le esperienze, passioni, emozioni del nostro corpo nella poesia di un testo; e poterle vivere di fronte agli altri.

Dopo una lunga serie di digressioni, il ritorno al testo scritto, da memorizzare, avverrà in maniera naturale, con la gioia di poter recitare con naturalezza e senza impacci, concentrando l’emozione profonda dell’atto del recitare nelle emozioni del personaggio.

Al momento siamo giunti alla 6° lezione contiamo nelle prossime due settimane di concludere il lavoro con la speranza di trovare il consenso degli attori di poterne fare una prova aperta a chi sarà curioso di godere di questa straordinaria ed unica performance.

Ringrazio il Prof Guccini e il Dams di Bologna che hanno accettato in primis questo progetto mio e di Nanni Garella concedendoci fiducia e spazio e non secondariamente tutti i ragazzi che hanno mostrato interesse e si stanno impegnando in questa avventura sperimentale che speriamo avrà un prosieguo.

La giada e il vento

 

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22 commenti
  1. Seguo da alcuni anni le lezioni di Francesca Eusebi. Trovo la pratica del chi gong straordinaria, in grado di creare una perfetta armonia fra il corpo e lo spirito e la natura in cui viviamo . I suoi effetti non sono solo fisici o di mero rilassamento ( già importante di per sè) , ma nel tempo in questa armonia trova spazio una profonda consapevolezza di se stessi , una serenità e una forza che a ben vedere sono tutto ciò che ci occorre per vivere con serenità . Il nuovo lavoro al DAMS è fantastico ; credo che la rappresentazione, partendo da questo lavoro di riequilibro con il chi gong, possa realizzare uno spettacolo molto diverso dove l’immedesimazione degli attori con i personaggi non sia più mera recitazione ma vera immedesimazione!!! Spero di poter vedere lo spettacolo che promette di essere molto interessante !!!
    Chiara menarini

  2. Bravi!!
    Complimenti bella iniziativa! !

  3. Grazie, cara Francesca, per la passione e l’attenzione con cui svolgi la preparazione psico-fisica dei miei “personaggi”. L’avventura è appena cominciata, ma già intravedo uno splendido futuro: il Qi Gong risponde a bisogni primari del teatro: la centralità del corpo, nella sua interezza, per l’pressione dei sentimenti profondi, la concentrazione, la disciplina, la perfezione formale, oltre che, naturalmente, la passione. A presto ancora “on stage”…
    Nanni Garella

  4. Personalmente mi sarei aspettata un lavoro più strettamente teatrale, maggiormente legato al testo di Pirandello, e magari anche una divisione delle giornate più bilanciata tra il Qi Gong e la pratica teatrale, però nel complesso sono comunque contenta dell’esperienza fatta e del bel clima che si è creato tra gli studenti partecipanti!

  5. Un laboratorio utile e positivo nei risultati raggiunti. Sono entrato nel mondo del Qi Gong con la punta dei piedi e ora vorrei non uscirne. Utilizzare questa pratica nel teatro è stato motivo, almeno inizialmente, di sforzo nella motivazione individuale, ma poi ho sentito uno scatto positivo nel lavoro mentale e fisico che mi ha fatto provare forti emozioni.

  6. Sono rimasto soddisfatto di questo laboratorio è stata una bella esperienza, da una parte imparare nuove tecniche per rilassare corpo/mente e per riuscire a trovare uno stato di concentrazione molto alto,
    dall altro capire e analizzare un opera per assimilare il tipo di lavoro e struttura che possiede e cercare ( peccato per il poco tempo ) di metterla in scena e costruirci qualcosina. Comunque come dicevo è stata una bella esperienza che mira a creare gruppi di persone e farle lavorare coralmente bene assieme e questo non è tanto facile da ottenere con poco tempo e qualche assenza dovuta ad esami etc…battute e gesti che andavano di pari passo aiutandoci ad entrare in qualcosa di magicamente teatrale.

  7. Non sono un tipo dalla forte spiritualitá ma il Qi Gong contestualizzato nella teatralità è riuscito a scavare un angolino dentro di me. Francesca è fantastica e Nanni é un maestro che sarà difficile da dimenticare negli anni. Un risultato finale pregno di soddisfazione e gioia. Una esperienza alternativa, utile e divertente.

  8. Daniella De Divitiis Sória 2 giugno 2018 at 14:08 Rispondi

    Mi è piaciuto il contatto che abbiamo avuto con questa pratica talmente diversa da quello che siamo abituati nel mondo occidentale. Il Qi Gong è molto adatto alla pratica teatrale, però credo che il gruppo non abbia avuto la concentrazione necessaria per approfittarne ad un altro livello psicofisico. Sento che ci sia mancata la serietà ed il lavoro di gruppo (principalmente il lavoro di gruppo!). Il dialogo è esistito comunque e abbiamo visto risultati molto interessanti. Peccato che tutto sia finito in così poco tempo!

  9. Vito Enrico Fanizzi 2 giugno 2018 at 17:56 Rispondi

    È stata una esperienza stimolante per conoscere meglio i limiti e le conquiste del proprio corpo e della propria concentrazione. la parte drammaturgia del laboratorio è stata interessante in quanto verteva sulla perdita del rapporto madre-figlio. Ringrazio il gruppo, Nanni e Francesca.

  10. Esperimento interessante! credo che la pratica del Qi Gong possa ben essere applicata alla tecnica teatrale . Sinceramente mi aspettavo maggiore compenetrazione ed equilibrio tra queste due discipline, e più esercizi diretti ad approfondire la parte teatrale e più propriamente psicofisica.Il tempo non ha giocato a nostro favore:credo che dieci incontri siano pochi per capire con chiarezza quali frutti potranno essere raccolti da questa esperienza ma che,complessivamente, ritengo sia stata positiva e stimolante.

  11. La pratica del Qi Gong mi ha aiutato a capire come rilassare il corpo, svuotarlo e metterlo in condizione di accogliere energie diverse, ecco perchè ho interpretato la connessione tra quest’arte e la messa in scena dell’opera di Pirandello come una preparazione del corpo alla ricezione di qualcosa di estraneo a noi, come appunto è un personaggio.
    È stata un’esperienza interessante e credo che nel suo (purtroppo) poco tempo sia stata utile e abbia portato buoni frutti.

  12. È stato un piacere conoscere e avere la possibilità di avvicinarmi alla pratica del Qi Gong. Soprattutto indagare e trovare il contatto tra questa attività e il teatro. Sarebbe stato bello poter andare oltre e fare di più, tuttavia il poco tempo non lo ha reso possibile.
    Ammetto che all’inizio avevo diversi dubbi perché speravo in un lavoro più prettamente teatrale ma alla fine mi considero assolutamente soddisfatta di questa esperienza, anche grazie alla bella armonia che si è creata tra di noi.
    È stato molto utile per comprendere meglio il mio corpo e trovare un equilibrio e una concentrazione che forse prima mi erano sconosciuti.

    Ringrazio tutti.

  13. Laboratorio la psico-fisica del personaggio

    L’esperienza vissuta all’interno del laboratorio, mi ha permesso di agire nel teatro, per la prima volta, come azione pura e come agire nel e con lo spazio.
    Essendo una cantautrice, ho trovato giovamento anche nella mia pratica, non solo fisica ma anche intellettuale. I primi incontri sono stati stranianti, sia per la richiesta del coinvolgimento e sforzo fisico, del tutto insolita nell’ambiente universitario, sia per gli spunti drammaturgici e di analisi.
    Parlo di coinvolgimento fisico, e con questo dico anche spirituale, poiché siamo un tutt’uno ed è più che giusto, se non fondamentale in questo particolare momento storico, imparare a conoscerci, sentirci e provarci dentro e fuori lo spazio.
    Il Qi gong è una pratica ricca di una storia antica umana ed è per questo, a mio avviso, che trapassa epoche e persone, non solo affascinando, ma in un certo senso reinsegnando un saper vivere naturale in sintonia con la parte intima e la parte pubblica del nostro IO.
    L’equilibrio, ricercato nella fisicità del corpo, si allaccia ad un equilibrio psico-cognitivo provocando un benessere generalizzato.
    Bisognerebbe, quindi, perseguire nel percorso affinché possa avere una ricaduta effettiva anche all’esterno della mera pratica settimanale. Parte fondamentale è la respirazione. La mia esperienza canora mi porta a considerare con grande entusiasmo i vari esercizi di respirazione e regolazione degli aspetti fisiologici poiché sono le fondamenta di una buona fonazione e proiezione del suono prodotto.
    È stata utile la pratica proprio per la sua ricaduta nella mia attività; ho ricominciato a cantare sperimentando la mia voce. La voce, essendo il mio strumento principale, passa attraverso il corpo, lo attraversa, siamo un enorme cassa di risonanza! Se questa cassa è contratta, rigida, spezzata il suono prodotto automaticamente sarà lo stesso. Chiaramente questo discorso parrebbe esulare dalla pratica stessa ma credo di potermi esprimere in merito, anche e sopratutto, per spronare alla realizzazione di nuovi percorsi e affermare l’effettiva validità della combinazione accennata in questo laboratorio.
    Nell’incipit ho indicato il lavoro intellettuale e di analisi del personaggio; partendo dalle considerazioni fatte a proposito dell’opera di Pirandello, testo da cui siamo partiti per comprendere e “guardare” questi personaggi che pian piano prendono forma dalla parete buia, che gridano le loro ragioni, il loro desiderio di vivere una vita combinata, già finita ma pur sempre una vita da vivere, abbiamo provato tutti attraverso le battute a sentirci personaggi o almeno a provarci. Nanni Garella ha saputo dirigere la massa informe cercando di darle una forma.
    Anche l’esperienza, seppur breve, di un’assemblea fatta assieme per confrontarci ha suscitato discussioni, considerazioni, prese di posizione sul lavoro svolto, fuori e dentro il teatro.
    Questa forma di riflessione, del tutto andata perduta nelle aule universitarie, è fondamentale per la crescita umana e culturale.
    L’osservazione di Garella sulla mancata capacità di essere e sentirci gruppo, la dice lunga su quanto siamo ormai lontani l’uno dall’altro, e quanto questo tipo di lavoro converge gli individui a sentirsi parte di un tutto con tutti; ecco che il laboratorio ha lavorato anche in questo senso, soprattutto quando abbiamo messo piede sul palco agendo sia con il corpo che con la voce, azione e parola.

    Ebbene anche questi sono stati nodi affrontati, accennati, utili per l’individuazione della strada, ora però tocca percorrerla questa strada. Intendo dire che abbiamo imbastito un percorso valido ed ora tocca provarlo, sperimentarlo pienamente e non a “mozzichi”. Infine, il percorso c’è, è possibile, bisogna però avere del tempo, più tempo. Non si può pensare in 10 incontri di aver completato un qualcosa ma di averlo creato e provato come in un percorso ad ostacoli, dopo le prove, si fa la gara!

  14. È stata un’esperienza completamente inaspettata e del tutto positiva, merito soprattutto di Nanni e Francesca e nel loro trasmettere la passione che hanno in ciò che fanno.
    Nonostante il mio scetticismo, ho potuto verificare quanto il Qi Gong può essere un ottimo insegnamento dal punto di vista della respirazione, equilibrio e concentrazione, elementi base essenziali della pratica teatrale.
    Porterò questi insegnamenti sempre con me.

  15. È stata un esperienza molto interessante.
    Trovo che la pratica del Qi Gong sia davvero propedeutica e stimolante com preparazione della mente e del corpo alla pratica teatrale.
    Avrei preferito però fare più esercizi legati alla parte teatrale.
    Mi è piaciuto molto il tema proposto dei sei personaggi anche perché è un opera che mi ha sempre affascinato e non avevo mai avuto occasione di approfondirla.
    Sarebbe stato bello portare un po’ più avanti questo lavoro.
    Grazie Nanni e Francesca , grazie a tutti e tutte!!!

  16. Inizialmente sono rimasta un pochino spiazzata dai percorsi paralleli iniziati da Nanni e Francesca: apparentemente i due approcci, da una parte l’analisi dettagliata del testo e dall’altra l’apprendimento di una disciplina a noi totalmente nuova e avente come strumento di realizzazione il corpo erano molto differenti e quindi apparentemente inconciliabili, sia a livello pratico sia nell’idea di teatro che portavano con sè.
    Man mano che il Qi Gong è diventato più familiare e si è impresso nella nostra memoria, è stato più semplice lasciarci andare e si sono aperte una serie di possibilità che non avrei immaginato nell’espressività della disciplina stessa, che da svolgimento di partiture fisiche è diventata vera e propria creazione di figure, sensazioni ed energie. In quanto al lavoro sul testo, ci sarebbe voluto più tempo per svilupparlo adeguatamente, e avrei voluto una maggiore possibilità di sperimentazione. Sarebbe anche stato interessante uno studio dell’intero testo di Pirandello vista la sua complessità: non penso che una lettura da sola sia bastata per farmene capire i vari livelli e significati. Chiaramente anche in questo siamo stati penalizzati dal poco tempo. Ad ogni modo, quando i due lavori hanno iniziato a compenetrarsi è stato davvero bello vederli interagire ed è un peccato aver dovuto terminare dopo dieci lezioni questo laboratorio. Consiglio a Francesca e Nanni di continuare questo stimolante percorso di ricerca.

  17. Nonostante un’iniziale reticenza e scetticismo nei confronti di una pratica che mira proprio ad abbattere queste barriere occidentali, ho trovato il Qi Gong un’esperienza altamente utile, nonché formativa. Non sempre riuscivo a lasciarmi andare e ad abbandonare la mente ai dettami del corpo, ma col passare delle lezioni, la resistenza è diventata sempre meno forte, fino a scomparire, soprattutto con determinate posizioni/esercizi. Rispetto all’esperimento di accostare il Qi Gong alla pratica teatrale, per quanto mi riguarda credo che funzioni, in quanto due discipline con delle fondamenta in comune, appunto il controllo del proprio corpo, delle energie che scorrono al suo interno, di come e dove canalizzarle. Proprio in virtù di questa centralità fisica, personalmente mi sarei aspettata dalla parte “teatrale” del laboratorio un lavoro meno incentrato sulla drammaturgia, la lettura a tavolino e l’intonazione, e più sul movimento e la relazione corpo/spazio. Gli ultimi incontri, infatti, dove il testo drammaturgico è stato effettivamente trattato ed elaborato attraverso il Qi Gong, hanno mostrato l’efficacia dell’accostamento tra le due pratiche, riempiendo il teatro de La Soffitta di una potenza espressiva bellissima.

  18. Ho trovato questo laboratorio assolutamente stimolante. Sono partita approcciandomi (sfortunatamente) in modo superficiale alla pratica del Qi Gong, per poi rimanerne sorpresa nel senso più positivo del termine. Soffrendo d’ansia e di attacchi di panico, l’ho trovato molto utile per rilassarmi e per cercar di trovare un equilibrio tra il mio corpo e la mente. I risultati non sono stati immediati, ma a partire dalla 5 lezione ho iniziato a percepire concretamente sul mio corpo il cambiamento. Nello specifico ho trovato molto adeguati gli esercizi di regolazione (che mi sono trovata a ripetere nella mia quotidianità). Proprio grazie a questo stato di calma il mio approccio al testo di Pirandello l’ho trovato decisamente puro, ricettivo e curioso. Trovo che la pratica abbia giovato al personaggio che interpretavo anche dal punto di vista più estetico (le movenze erano chiare e questo mi faceva sentire perfettamente nel personaggio). Grazie per questa bella esperienza. Brenda Lenoci

  19. Un laboratorio che è valso per tre. Uno sul Qi Gong, uno su Pirandello e il terzo, dove questi due mondi, lontani e paradossalmente vicini hanno provato ad incontrarsi e a capirsi. Sono contento di aver fatto da “cavia” in questo esperimento. Spero che Nanni e Francesca abbiano altre occasioni per continuare questo lavoro.

  20. Ad oggi sono felice di aver scelto il laboratorio di teatro sulla psicofisica del personaggio , mi aspettavo un lavoro incentrato solo ed esclusivamente sulla comprensione del testo dei “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello e sulla focalizzazione per metterlo in scena .Invece si è creata una bellissima fusione con la pratica del Qi Gong ,a me sconosciuta, che è servita per la preparazione-psicofisica utile per interpretare al meglio il personaggio. A fine corso mi sono accorta di aver sviluppato una forte capacità di concentrazione e di rilassamento e con questo ,mettendo in moto ogni singola parte del mio corpo , ho provato una compresenza di emozioni che mi hanno aiutato ad aver maggiore sicurezza per immedesimarmi nel ruolo. Ringrazio vivamente Francesca e Nanni per questa esperienza.

  21. Emilie Peyraverney 3 giugno 2018 at 19:52 Rispondi

    Il Qi Gong permette di accedere a una coscienza più piena di se stesso in un ambiente, in quanto un essere complesso chi può tendere all’unità, e non diviso in due poli corpo e mente. Quindi può molto aiutare per la comprensione e l’esecuzione della condizione incompleta, e tuttavia piena nello spazio cosi come più incline a lasciare un’apertura sulle idee e sui desiderii, che presentono i personaggi di Luigi Pirandello. Questa coscienza personale, simile a una riappropriazione di se stesso, è successo in uno spazio sano dove ci sentiamo liberi di ascoltarsi e di ascoltare gli altri, nello stesso tempo che possiamo concentrarsi per seguire e capire i movimenti della professoressa. Tuttavia, l’esplorazione dei personaggi si è soprattutto fatta teoricamente, senza proseguire in ricerche interpretative personali, nella continuità di quello che era reso possibile dalla pratica del Qi Gong.

  22. Giacomo Calandrini 3 giugno 2018 at 21:05 Rispondi

    La pratica del Qi Gong ha sempre avuto effetti positivi.Durante e dopo gli allenamenti sentivo un senso di benessere,armonia e un maggiore equilibrio.L’energia si concentrava soprattutto nelle mani e negli avambracci,con calore e formicolii,a volte si estendeva alle spalle e al tronco.
    L’integrazione del Qi Gong con la pratica teatrale inizialmente è stata problematica,non riuscivo ad amalgamare i movimenti con l’espressione verbale.Poi però ho trovato una sintesi.In particolare l'”orso”,con il suo movimento pesante e sofferente,dava un certo “colore” all’espressione verbale e al personaggio-figura.
    Sarebbe stato interessante proseguire la sperimentazione .
    Grazie a tutti per l’esperienza vissuta.

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